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venerdì 19 maggio 2017

Di saluti, sassolini, riflessioni e Storia

Ho già nostalgia delle partite al palazzetto. Siamo arrivati ai saluti. Sicuri? Ieri sera sono andato al palasport per la consueta passerella di fine stagione. Eravamo molti di meno rispetto alle passate stagioni, forse meno di un migliaio. Chiediti perché: mi si può dire. Risposta: ognuno fa quello che vuole. Contro risposta: ognuno raccoglie quello che semina. Contro contro risposta: stigran... eccheduep... Basta.
  
Troppe voci, lasciatelo tranquillo

E già, viva la diversità di opinione. E' stato bello sentire le parole dei diretti interessati, primi attori di una stagione con molte luci e qualche ombra a volte lunga. Sono state tante le frasi di prammatica, i concetti più scontati, ma tutto è ruotato nelle parole dei giocatori su un paio di concetti importanti: il ringraziamento reciproco fra team-mates, dei quali ognuno ha sottolineato il grande impegno nel lavorare in palestra ogni giorno; il ringraziamento al pubblico, numeroso e rumoroso in tutte le partite; il ringraziamento allo staff societario. Sembreranno frasi fatte, sicuramente un po' lo sono, ma quando c'è unanimità nei concetti questo vuol dire che il gruppo è stato tale e soprattutto unito anche fuori dal campo. Questa è una cosa sulla quale mi trovo molto d'accordo e credo vada assolutamente rimarcata. Sin dalla prestagione a Olbia, lungo la quale ho assistito a un terzo abbondante dei primi allenamenti serali, era chiaro che Pasquini e compagnia stessero lavorando anzitutto alla creazione di un gruppo, prima dal punto di vista umano e poi ovviamente anche di gioco. Questa credo che sia la giusta condizione di partenza per creare una squadra che possa esprimere al meglio possibile le sue potenzialità, per quanto possano essere alte o basse a seconda del grado di talento nelle singole componenti.

Alcune cose vanno rimarcate nelle parole dei giocatori. Mastro Dusko ha parlato da vero leader, puntando sui concetti che rendono grande una squadra e uno staff societario. Lighty ha rimarcato la professionalità della Dinamo, nella quale ha trovato passione, e nel rumore fatto dal pubblico, che non aveva mai sentito così rumoroso (quindi neanche a Trento, immagino). Rok ha parlato del Cuore messo in campo da tutti, ed è vero. Tre istantanee a colori vivaci e nitidissimi.

Sardara e Pasquini hanno ribadito i concetti già espressi davanti alla stampa nelle ultime occasioni, quei concetti che hanno diviso il popolo della Dinamo in due fazioni abbastanza nette. Ma in fondo che dovevano dire? Ogni cosa che facciamo ha detrattori e sostenitori, vale per noi, vale per loro. Non c'è lavoro esente da critiche, com'è giusto che sia.


Savanovic in pieno duskorso (cit. Cesare V.)

Sono riuscito ad avvicinare Lollo, che ho ringraziato per la professionalità e per il lavoro durissimo che ha saputo fare in silenzio; Jack per essere stato la guida della ciurma; Brian al quale ho detto che ci sono giocatori e poi numeri uno, come lui; poi gli ho detto che è un duro e che... rock and roll. Si è fermato un attimo, aveva gli occhi già lucidi, e ha detto grazie, come a tutti quelli che lo hanno preso d'assalto, lui più di tutti. Infine foto e saluto con gli slavi. Con gli altri non ce l'ho fatta.

Non c'è lavoro esente da critiche, dicevamo. E' una frase illuminante che dice sempre un caro amico che lavora per il ministero della Giustizia. Cavolo se è vera. E proprio da una mia critica messa qui per iscritto varie volte è necessario partire, per dipanare il discorso. Rileggendomi a ritroso nella stagione ho visto che ho mosso frequentemente una critica a Pasquini, quella riguardante la capacità di dare input decisivi in corso d'opera. E' un concetto che è maturato nel periodo nero, quando si son buttate via alcune partite alla nostra portata, e quando ancora non erano stati fatti i correttivi nel roster che ben conosciamo. Federico lungo la stagione ha usato tantissimo la difesa a uomo e in progressione quella a zona, sempre di più. Una 2-3 classica, poi una match-up, poi una mista che nella seconda parte dei 24" seguiva i tagli, come fanno tante squadre oggigiorno. Ho riflettuto su queste sue attitudini tattiche e devo ammettere che sono stato molto pigro. Sono state proprio queste zone a girare più di una partita. Ancora: nella uomo ha variegato le scelte di raddoppio, blitz sul portapalla e eventuale overplay, fatto però abbastanza poco perché ha privilegiato la difese su ogni singolo "di posizione". Ammetto candidamente che ha mostrato più varietà di quanto mi sia accorto. E' stata una discussione con un amico che fa il giornalista ad aprirmi gli occhi su questi aspetti, e lo ringrazio. Offensivamente i cambiamenti sono maturati quando il concetto di gioco si è spostato molto sul "non andiamo in panico quando ci rompono lo schema". Credo che se il gioco di questa Dinamo ha avuto davvero dei problemi, siano stati più in attacco che in difesa. Poi c'è un'altra cosa da rimarcare, come già fatto in precedenza: i tre innesti in corsa hanno tutti aggiunto qualcosa di meglio rispetto ai tre sostituiti, ma l'upgrade non è stato così forte. Forse la cosa che è stata più utile è rappresentata dalla crescita di Trevor Lacey durante la stagione. Evanescente e scostante nella prima parte, in netto miglioramento nella seconda, dove Trevor (avete visto quanto era gonfio in faccia ieri?) prima ha iniziato a fare le cose più utili per il gruppo nei recuperi, nei rimbalzi, gli assist, gli aiuti difensivi, poi è cresciuto anche nei punti realizzati, diventando l'unico giocatore a esprimersi più che bene negli isolamenti uno contro uno, andato via DJO questo compito è passato a lui.

La Dinamo di Meo attuava il run and gun, aveva pochissimi schemi, e impostava molto frequentemente l'attacco alla difesa schierata coi pick and roll. Il maestro era Travis il Magnifico, poi anche con Marcolino Green, e in seguito Sosa più di Dyson (almeno nei P&R) abbiamo avuto altri buoni interpreti del gioco sacchettiano. Meo si metteva tanto nelle mani dei giocatori, voleva che avessero fiducia in se stessi e poi che sapessero leggere ogni azione nel modo giusto. Da ex giocatore ha privilegiato la libertà per i giocatori. Questo, quando hai un play puro (e Meo ne ha avuti, lui sì), porta a tanta illuminazione del gioco. Ma ha il lato negativo che se il tuo play interpreta la libertà in modo personalistico e non altruistico (quindi Dyson invece di TD#12) il gioco corale ne risente nella sua costruzione. Per fortuna Dyson era un risolutore, e tante sono le occasioni in cui, da play che non era granché, mettendosi in proprio ha sistemato lui diverse partite. Run and gun significa soprattutto  arrivare al tiro molto prima dei 12" dei 24" complessivi a disposizione, e quindi gestire più possessi. Più possessi, più tiri, maggiori possibilità di segnare più punti. La Dinamo di Meo era sempre fra le prime per punti segnati. Il lavoro in difesa però era ridotto al minimo, infatti quelle Dinamo occupavano stabilmente le ultime posizioni in questa voce statistica.


Non parla molto, ma quando lo fa è spassosissimo!

Pasquini ha capovolto tutto, partendo dall'esperienza vista come GM nelle partite europee soprattutto di Eurolega, dove è vero che c'è tanto talento in play incredibili (ricordate le magie di Teodosic?), ma è altrettanto vero che è con le difese che si frullano gli avversari e noi abbiamo patito umiliazioni incredibili. Risultato: seconda difesa del campionato, difesa baluardo cui aggrapparsi per sistemare le partite; secondo risultato però: Dinamo fra gli ultimi attacchi. Senza play puro è facile che sia così. Con cosa si sopperisce a questo? Col sistema di gioco. Come già aveva provato a fare Calvani, riuscendoci poco o niente perché la squadra non era costruita come sarebbe stato più consono alla sua idea di gioco, anche Pasquini ha dato più schemi e "allenato" di più, ma aveva il punto debole: nessun play puro. Ma anche meno talento nell'organico. Se la Dinamo non è stata splendida come tanti hanno desiderato (e per carità anche io eh), le responsabilità dello staff non stanno tanto nella gestione del roster che si aveva, perché Pasquini con quello che aveva in mano ha raggiunto quel che ha raggiunto (finale di Coppa Italia, quarti di finale in BCL e ancora una volta i playoff, scusatemi se è poco), esse stanno invece a monte: nella creazione del roster. Il punto nodale è questo, a mio giudizio.

Per creare un roster occorre trovare l'equilibrio tattico fra le varie pedine, concetto espresso da Pasquini sin dal suo primo anno alla Dinamo come GM, ma occorre anche acume e fortuna nel trovare i giocatori. Il Pasquini del quale varie persone chiedono la testa (assieme a quella di Sardara, che salvò la Dinamo dalla sparizione e ha guidato alle vittorie dei quattro titoli) è la stessa persona che ha portato a Sassari Drake, Marcolino, Jerome, Edgar, Jeff, Shane, Rakim, David (Logan) e tanti altri (Travis, Othello e James White li portò Mele). A leggere questi nomi (ma ce n'è tanti altri... Thornton ve lo ricordate?) viene il capogiro. Nel ripensare a quello che hanno fatto quei ragazzi le emozioni risalgono dai meandri del cuore e della memoria e stordiscono ancora i sensi. Oggi quella abilità, quell'acume e quella fortuna nel trovare giocatori di quel tipo paiono scemate, è indubbio. Bisogna ritrovarle. Certo, non capita tutti i giorni di pagare due lire per un centro che ti porta con varie partite da 20 rimbalzi a vincere uno scudetto. Non capita tutti i giorni di avere per cinque anni di fila le due migliori guardie del campionato. E' da qui che bisogna ripartire. Visto che Pasquini sarà il nostro coach (e GM) ancora, e forse a lungo, ho grande desiderio di vederlo allenare squadre più talentuose, e magari più giovani. Ma che le costruisca bene però.

Da cosa bisogna ripartire? Dalla fortuna e dall'abilità nello scegliere i giocatori, già detto. Bisogna anche creare un gruppo di uomini veri, non di "io-mi-reputo-una-stella-quindi-non-mi-contraddite", ne abbiamo avuto giusto un paio nelle ultime due stagioni. Uomini veri, ok, per creare un buon gruppo. Poi talento, il più possibile. Un play vero? Quanti soldi ci vogliono? Il fatto è che se cerchi bene uno lo trovi. Poi... ah sì, quattro lunghi quattro, dove uno dei due 4 sia atletico davvero e l'altro giochi bene sotto canestro, e dove i due 5 abbiano queste stesse caratteristiche speculari. La scelta negli spot di play e centro è sacra, mentre fra guardie e ali piccole soprattutto c'è davvero tanto di quel materiale in giro che qualche buona scelta si può fare con maggiore facilità. Poi occorre un italiano che abbia almeno 10 punti sicuri nelle mani, eh... sì. I nostri tre italiani principali in questa stagione hanno lavorato di più e meglio dei compagni per l'equilibrio del gruppo e soprattutto per la difesa, ma è un dato di fatto che in quanto a punti segnati non sono andati bene. Quindi questo innesto è importante, anzi forse fondamentale. E poi... fate voi. Queste poche idee buttate qua stanno in quanto ho già detto io varie volte e in (tanto) quanto ho letto in giro per la rete. Ce n'è altre? Accomodatevi e scrivete, sono curioso.

Una cosa Sardara l'ha detta: cercheremo più atletismo. Ottimo. Già l'anno scorso aveva detto una cosa che mi era piaciuta: vogliamo un centro di stazza. Penso si stia percorrendo la strada giusta, almeno a livello di proponimenti. Poi bisogna prendere i giocatori giusti, come scritto sopra.

"Sardara dimettiti", "Pasquini vattene". Memoria corta da impiccababbi. Queste due sono le stesse persone dei trofei vinti, assieme a Meo; le stesse persone che hanno chiamato quei grandi campioni. Non si è più vinto una volta cacciato Meo? Facile la risposta proprio nelle parole di Meo (camera di commercio, alla presentazione del suo libro scritto con l'inossidabile Nando Mura): molta gente si è fatta la bocca buona e non ha capito quanto siano incredibili quelle vittorie, non è scontato che vinto qualche volta si debba vincere sempre. E infatti quando Meo non ha avuto fra le mani una squadra con un tasso di talento elevato la Dinamo stava andando male, anzi malissimo. Se Sardara lo esonerò il motivo sta più in questo che nei dissidi personali, dissidi che c'erano anche quando si vinceva. Dalla memoria, cari denigratori da tastiera, va richiamato tutto, non solo quello che fa comodo. Comunque la figura di Meo mi manca. Ogni tanto penso a lui, e anche se non sono mai stato un suo grande estimatore gli riconosco i grandi e giusti meriti di quello che ha fatto per la Dinamo, esattamente come riconosco i meriti di quanto ha fatto la Dinamo per lui. Ma bisogna guardare avanti, nella vita è così. Può non piacere il carattere e il modo di fare di Stefano o Federico (io per esempio sono fatto diversamente), ma non è che dobbiamo essere per forza tutti uguali, ragazzi! Questo vale un pochino anche per te, Stefano.

Poi c'è quello che possiamo fare NOI. Io che ho fatto? Il primo giorno per l'esercizio della prelazione ho sottoscritto il rinnovo senza battere ciglio, ho chiesto se potevo già versare la somma ma ancora non è possibile. La base economica più importante viene dagli abbonamenti, arricchendola si da più possibilità di portare qui buoni giocatori. Qualcuno non vuole rinnovare l'abbonamento per polemica che si basa sulle sacrosante verità astrali ecc. di cui è depositario? Bene, la porta è aperta. Fuori dai piedi. C'è tanta gente che vuole venire al palazzetto ma non ne ha la possibilità perché i rinnovi sono pieni. 


ECCOCI

C'è il Commando, che deve trovare un nuovo equilibrio dopo le discussioni - guarda caso partite all'interno di quella mondezza che è facebook - recenti. Lavorate ragazzi. Voi avete portato il tifo a un livello qualitativo e quantitativo che noi vecchi dell'Alta Marea non riuscimmo a raggiungere. C'è il collettivo del Settore D e l'Orgoglio Biancoblu, coi loro colori (più qualche giornata sotto il sole allo zenit, Marco!!!). Ci siamo noi del pubblico, che stiamo tifando di meno. E' un dato di fatto. C'è tanto da fare. Ma se si ama la DINAMO tutto viene da sé, basta non scordarlo.

Avevo tante cose in più da dire ma ora non mi viene in mente più niente. Forse è meglio così, ho già scritto troppo. Se vi va, lo spazio è aperto. SEMPRE FORZA DINAMO.

Grazie a chi è passato di qui.









Si chiude qua? Ma per niente! Mi sono stati segnalati questi due video, e ve li linko, ringraziando l'autore Antonio Masia per averli condivisi e resi pubblici. Prendetevi un po' di tempo e guardateli!
          
     



         
     
#ForzaDinamo



23 commenti:

  1. Più lungo del solito, bene.
    Niente da aggiungere. Basta la metà di quello che hai detto per avere una Dinamo più forte l'anno prossimo.

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  2. Tante considerazioni, e più di uno spunto su cui lavorare.
    Sardara e Pasquini hanno fatto molti errori in queste due stagioni, io spero davvero che ne prendano atto e sappiano rimediare.
    In mancanza di loro, la Rete è piena di esperti presidenti, gm e allenatori, possiamo sempre affidarci a loro.

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  3. Sono d'accordo con te su molte cose e specialmente sul fatto che il limite grosso di questa squadra è stato il talento. Lo penso da diversi mesi e non solo da ora. Puoi avere giocatori serissimi, impeccabili tatticamente e seri professionisti ma per vincere è necessario fare canestro e noi troppo spesso non siamo riusciti a bucare la retina. Se si prova a pensare a quanti punti nelle mani ha ciascun giocatore, già questo restituisce la dimensione del problema. Per questa ragione ho sempre pensato che il limite di Pasquini sia stato come GM e non come allenatore. Il roster costruito non è stato di livello qualitativo adeguato Ale ambizioni. Per quanto ci siano stati dei limiti tecnici, devo dire che per diversi mesi ho visto giocare bene la squadra, cosa che non vedevo con Sacchetti ad esempio. Anche se con Meo ci si divertiva di più senza dubbio.
    Per quanto riguarda i commenti indecenti nei social, beh non ho niente da dire se non che quando gli scemi i discorsi li facevano nei bar, almeno lì ci mettevano la faccia. Su Facebook invece sembra che qualsiasi offesa sia concessa per il fatto che si tratta di rapporti virtuali e gli idioti vengono tutti a galla.

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    1. Sai che sono d'accordo? La Dinamo di Pasquini nel periodo in cui era in palla ha giocato DI SQUADRA moto meglio delle Dinamo di Sacchetti, dove però esendoci più talento di sopperiva con questo a mancanze tattiche imbarazzanti.
      E sono d'accordo anche sul Pasquini General Manager delle ultime due stagioni.
      Davvero non sembra la stessa persona che aveva portato tutti quei giocatori che ci hanno regalato i trofei che abbelliscono la nostra bacheca.

      Una correzione alla Nuova Sardegna: 400 presenti, a questo blog: meno di un migliaio,ma soprattutto al sito Dinamo: bagno di folla.
      I presenti ieri erano appena più di 200, forse meno.

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  4. Talento, svecchiamento: li risolvi portando PIETRO ARADORI, che sta lasciando Reggio Emilia.

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  5. Grazie a te Luca Petretto per questo splendido blog che mi mancherà tanto sino a settembre

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  6. Io preferirei un bagno di vera umiltà per Pasquini e qualche decisione drastica relativamente a quanto ha fatto.

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    1. 0-6 nei playoff, ho perso quasi del tutto la fiducia in lui, ma forse con una squadra costruita meglio potrebbe fare meglio.
      però la costruisce lui.

      io aggiungo un dato di partenza aggiuntivo: non portiamo più alla Dinamo avversari che ce le hanno suonate.

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  7. Aggiungo una cosa che ho dimenticato di scrivere. Le squadre che hanno ottenuto risultati negli ultimi anni potevano contare su una continuità tecnica rilevante, Trento ha Buscaglia da 11 anni, Menetti (ai saluti con Reggio) 5 anni oppure un notevole livello di talento, vedi Milano e Avellino. La Dinamo di quest'anno ha avuto poco talento e Pasquini era al suo primo anno da capo allenatore e nonostante ciò mi sento di dire che i risultati non sono stati niente male. Per quante critiche tecniche gli si possano rivolgere, io qualche altra chance gliela darei.

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  8. Ripartire dal Roster è senz’altro la prima cosa. Ripartire dal e col pubblico prima cosa a braccetto con l’altra. Lavoro di saff e dirigenza, impegno dei giocatori prossimi, presenti e futuri, prima e seconda cosa. Come pubblico pagante anche io ho firmato la conferma appena è stata riproposta. Anni fa dovetti rinunciare all’abbonamento per motivi di lavoro, ho dovuto aspettare quattro anni per averne uno, successe proprio per l’anno del triplete (fate voi), ricordo bene le fatiche per andare al palazzetto senza abbonamento. Quindi, cari signori che non ci credete: è un vostro diritto che potete esercitare, non c’è bisogno di giustificazioni, meno che mai che le sbandieriate ai quattro venti del noto sito e delle note pagine facebookiane arrivando perfino ad etichettare gli “altri” di servilismo e sottomissione al grande capo. Tanti saluti.
    E’ sempre bello rituffarsi nel passato e ricordare le vecchie prestazioni, ma è nel presente che viviamo ed è nel futuro che dobbiamo andare. Meo sarà per sempre nei nostri cuori e glielo abbiamo già dimostrato, così come lo abbiamo dimostrato a chiunque sia riapparso al palazzetto da avversario. Ed in questo non abbiamo molti rivali in tutto il campionato.
    Ieri mi sono piaciuti in particolare Rok, Dusko e Lighty. Di quest’ultimo aggiungo il riferimento al “saluto” di ieri che non aveva visto da nessun altra parte, era il saluto ad un gruppo compatto che ha fatto quadrato in un momento di estrema difficoltà. E poi c’è Sardara, che fa ciò che deve fare un manager, programmare, dirigere, controllare … e stare coi piedi per terra. Non mi stancherò mai di ripeterlo: Non ne abbiamo ancora abbastanza di realtà crollate a picco per cattive gestioni? Realtà ben più “storiche” della nostra? Siamo in serie A ragazzi, siamo a Sassari dove c’è uno dei più deboli tessuti economici della nazione, la quale nazione di per sé non sta tanto bene, lo dico per chi ancora non si fosse sintonizzato su questo tipo di onda. Siamo arrivati fin qui e sembra davvero un miracolo, però qui devo dare pienamente ragione a Sardara: è stato lavoro, non miracolo. Lavoro di tutti, dal pubblico al portiere che chiude il palazzetto di notte.
    Sono davvero curioso di vedere come ci formeremo per la prossima stagione, se si darà più risalto al playmaking ed al reparto lunghi, ma non sono ansioso come l’anno scorso o due anni fa quando c’era la pratica Logan, quest’anno non c’è da battagliare per chi si vuole tenere ed aspetterò serenamente i comunicati ufficiali.
    Poi ripartiremo.
    Spero, davvero, tutti insieme.
    Ai saluti aggiungo quello virtuale a tutti quelli che hanno partecipato e contribuito, ed uno particolarre a chi ha portato avanti con grande competenza questo angolo di riflessione, gioia, sconforto e conforto senza lasciare mai che si uscisse dai binari della buona educazione e del rispetto reciproco delle opinioni altrui, anche sfidando quei “siti” di cui si parlava sopra…
    Grazie Luca.
    Forza Dinamo.

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    1. ciao storyteller...mi associo aggiungendo questo : i siti di haters vanno lasciati dove sono e possibilmente non calcolati; nel senso che bisogna evitare di navigarci.
      solo questa è l'arma che abbiamo, noi siamo la rete in un certo senso.
      che si friggano dietro la denigrazione anonima.

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    2. Ciao SoloDinamo... più che giusto! Vivono di click...

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  9. tutto perfetto !
    Bello il video di Masia, l'unico cruccio è stato non riuscire ad avere immagini video alla palestra Coni, magari in bianco e nero (il video a Cagliari contro l'Esperia sono una vera chicca!).
    Abbonamento per l'anno prossimo? Devo pensarci benino, il biglietto singolo mi dà la possibilità di scegliere e cambiare, magari anche il settore volta per volta.
    Se devo ricordare qualcosa di specifico, tutta la BCL che ho seguito dalla tribuna
    e senza perdere una sola partita...è stata un'esperienza molto bella e assai diversa
    dalla serie A nazionale. Essere in Europa è un privilegio.
    Qualcuno si è annoiato ? Beh, allora cambiate sport !
    forza Dinamo

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  10. Condivido, a grandi linee, quasi tutto.

    Se vado nel dettaglio io vedo:

    1) Cadute di stile, pesanti, della dirigenza (tutta? Vabbè, che decida solo uno lo sa anche la statua di Vittorio Emanuele). Se vuoi sapere a quali mi riferisco, @aragian su twitter
    2) vero che il GM ai tempi di Meo era Pasquini, ma quanta voce ha avuto (nel bene e nel male, si intende) il coach nella scelta dei giocatori?
    3) sul tema qualità del gioco è il punto in cui sono meno d'accordo. A parte le alchimie difensive, e al netto del difetto in talento e in playmaking, quella che a mio avviso si è palesata è stata una dubbia capacità di lettura delle situazioni offensive, la scarsa o cervellotica rotazione dei giocatori ... come definire altrimenti lo sprofondare in panchina di gente come Jack, magari partito in quintetto e poi ripescato a fine terzo quarto? Oppure D'Ercole, o ancora Monaldi...non lo avresti visto meglio dello spentissimo e svuotato Bell degli ultimi tempi, o non lo avresti almeno provato?
    4) quanto ai 'successi' di questa stagione, che dire? Non si tratta di essersi fatti la bocca buona, ma li metterei nel posto in cui devono stare, cioè prestazione accettabile in una competizione europea con squadre di fascia media; finale in coppa italia, ok; playoff raggiunti e uscita al primo turno con zero vittorie. Se fossimo a scuola, 6 e mezzo.

    È, sia chiaro, ben lungi da me l'idea di essere l'ennesimo coach o GM o presidente, ma voglio conservarmi il diritto e il gusto di guardare alle partite come ad un film o a una commedia verso le quali sentirmi libero di non applaudire, al limite di fischiare, di criticare nel rispetto dell'impegno e della professionalità di tutti. E con un po' di ironia che non guasta mai

    Per tutto il resto, complimenti e Forza Dinamo

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  11. Il momento più alto della stagione è stata la Coppa Italia. La coppa del Nonno è stata una competizione di livello medio-basso, adatta a noi, nel senso che solo in una dimensione di questo tipo possiamo competere.
    La squadra è stata costruita male e con scarsa lungimiranza: troppe lingue a penzoloni a fine stagione, nonostante un po' di tempo per rifiatare ci sia stato e nonostante il roster lungo.
    In campionato troppi alti e bassi: con certe premesse, considero un ottimo risultato avere raggiunto i play-off, ma il quinto posto che abbiamo raggiunto alla fine della regular season era un tantino generoso.
    Bisogna mettersi d'accordo: se partiamo dal fatto che siamo Sassari e non Milano, allora va tutto bene, anche un quindicesimo posto. Se però è la società in primis a parlare di un progetto, allora io penso a una programmazione, a un puntare su certe cose piuttosto che su altre, a una linea di continuità. Tutto questo non lo vedo, sinceramente: io punterei sulla valorizzazione di qualche giovane, ma vedo che la questione non è all'ordine del giorno. Il rischio è che certi giovani di valore vadano via e facciano le fortune di altre squadre.
    Prima vedevo, se non un progetto, almeno una filosofia: divertirsi e divertire. Quest'anno mi sono divertito di meno: qualche puntata di bel gioco non è mancata, è vero, e Savanovic è capace di lampi di classe...
    Occorre fare delle scelte coerenti: sinora la scelta più incisiva è stata di confermare Pasquini sino al 2020, e francamente non mi è parsa una scelta eccezionale, almeno come tempismo.
    Infine: dichiarare che la Dinamo si è confermata al top del basket italiano ed europeo significa fare marketing o, in alternativa, umorismo. Se realismo deve essere (= siamo Sassari e non Milano), allora bisogna che tutti siamo realisti.
    Sempre forza Dinamo!

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  13. Mi sento di condividere senz'altro le tue considerazioni, che dire di più,il mio bilancio e positivo, siamo sempre in seria A e questo è fondamentale.
    Faro sicuramente l'abbonamento per la prossima stagione, è un modo per sentirmi parte di questa società ( l'unico che può veramente aiutarla). Ringrazio un amico che mi ha segnalato questo sito, un angolo dove si può parlare di basket con competenza e civiltà.
    Alla prossima stagione FORZA DINAMO

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  14. Non sapendo come contattarti (io non ho un account twitter, non mi piace) volevo solo informarti che un paio di utenti del sito sportando.com ti stanno facendo a pezzi.

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    1. Ogni tanto qualcuno me lo viene a dire, ma francamente... hai presente quella "canzone" di Rovazzi? parla della vastità ecc.
      Ecco, spiega bene quanto mi interessa.
      Da persone che azzannano presidente, allenatore e alcuni giocatori che pretendi? che siano differenti con gli altri?
      Lascia stare, fidati ;-) abbiamo di meglio da fare: fregarcene altamente e ridere, e se loro stanno bene così... bella la loro vita, davvero! ;-)

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    2. i play off sono finiti da un pezzo, il secchiello con la paletta è ancora conservato in prospettiva ferie, cose da dire sul basket giocato ne hanno poche stante l'asineria, quindi quale è l'alternativa dei livorosi? Condannare e organizzare ritorsioni on line su chiunque capiti a loro tiro.
      ancora poche settimane e vedremo qualche acquisto, così i buttatori di occhio con tanti mega a disposizione avranno da gufare, attività in cui primeggiano da sempre. Da qui al Gevillage mancano 60 giorni, pensate che quantitativo industriale di fesserie hanno ancora in serbo.
      Internet ha ormai dato la voce ad ogni cretino provvisto di adsl, purtroppo è così e lo vediamo in tutti i campi dello scibile in cui ciascuno si atteggia a medico, specialista in vaccini, immunologo, leguleio, esperto manager, esperto di politiche internazionali , amministratore, Assistente di basket e infine forcaiolo.

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